
» Storia della Gang
Liberty City, 1986. Il silenzio fu rotto dallo squillo del telefono. Sentii Marco rispondere, e poco dopo i suoi passi risuonare sulla scala di legno. Entrò e disse, rivolto a noi: “Qualcuno vi cerca.” Corsi a rispondere, e nella sala calò il silenzio: ognuno cercava di carpire brandelli di conversazione. Non passarono che due minuti quando ridiscesi le scale con foga e dissi con voce trafelata: “Siamo fo***ti”. Ciò che era successo lo raccontai uscendo dal Marco’s bistro e durante il percorso: l’ultimo attentato di una sanguinaria guerriglia, iniziata dagli uomini del Cartello e durata anche troppo. In realtà le cose andavano male già da un po’, quando la gestione del giro della droga a Liberty era passata in mano nostra. Il Cartello aveva sempre mantenuto la sua supremazia su tutte le altre gangs grazie alla gestione della coca, che importava direttamente dalla patria, la Colombia, dove se ne assicurava la produzione grazie all’appoggio dei latifondisti che sfruttavano la mezzadria sottopagata dei contadini. Ma da quando noi ci eravamo assicurati dei fidati contatti che da Vice City ci procuravano tutto l’oro bianco di cui avevamo bisogno, il Cartello aveva indagato sulle improvvise perdite che il loro profitto aveva registrato, e scoperto il canale che dalla Colombia arrivava a Liberty passando per Vice, era stata guerra dichiarata: i nostri pusher sgozzati, i battelli ormeggiati al porto che facevano spola da Liberty a Vice colati a picco, e altri interminabili attentati di guerriglia. Ma ora la questione si era veramente seria. La telefonata ci avvertiva che dei misteriosi sicari avevano fatto strage dei nostri contatti a Vice: così il Cartello era riuscito finalmente a tagliarci fuori dal gioco che si faceva sempre più pericoloso. Ma non potevamo stare a guardare inerti il nostro fallimento e il definitivo trionfo dei colombiani, così decidemmo che se nessuno ci avrebbe più procurato la coca, sarei andato a riprendermi ciò che era mio di diritto, e partii alla volta della Città del Vizio: Vice City.
Suck88
Vice City, 1986. La notizia dell’arrivo dal nord di uno dei più famosi boss della Mafia non è una cosa che passa inosservata a Vice City, specialmente se in ballo c’è l’oro bianco. La notizia arrivò alle orecchie della Scalise Family all’indomani del suo arrivo, proprio mentre la famiglia era nel periodo del suo massimo splendore, impadronitasi del business di Forelli dopo averlo eliminato dal palcoscenico mafioso di Vice. Tuttavia non era un grande periodo per me: la famiglia era ben strutturata e i boss erano capaci, ma avevamo parecchie divergenze di vedute. Loro parlavano di spostarsi a ovest, sull’altra costa, per espandersi a Los Santos, mentre io… Io avevo sempre vissuto qui, nella Città del Vizio, cresciuto e formato come sicario nella Under-Ground, e chiamato alla Scalise da Big Smoke dopo la scomparsa di Buscetta e la rovina della gang. Da un po’ di tempo avevo quindi in programma di abbandonare la famiglia, ma la cosa non è così semplice: ai traditori della famiglia viene riservato un trattamento esemplare, e io conoscevo i metodi dei loro sicari… Ma all’arrivo di Suck, vecchia conoscenza dell’Under-Ground, ciò che dovevo fare mi apparve improvvisamente chiaro: la vendetta della famiglia su di me era scongiurata dalla protezione che avrei trovato con Suck e i suoi uomini. Così lo contattai e mi disse che aveva bisogno di aiuto (era da solo), offrendomi l’opportunità di affiancarlo nella conquista della città.
poxx
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